Contro l’arroganza del potere, i medici, uniti, vincono!
Il TAR della Calabria ha accolto il 15/9 il ricorso presentato da AMPAS e da diversi ricorrenti che contestava la validità dell’ordinanza regionale che sanciva l’obbligo di vaccinazione antinfluenzale (fotocopia di quella emessa da Regione Lazio) per tutti i sanitari e per tutti gli over 65. L’ordinanza è stata dichiarata illegittima in quanto stabiliva un obbligo, in violazione dell’articolo 32 della Costituzione Italiana sulla libertà di scelta di cura, impossibile da stabilire con un’ordinanza regionale. In altre parole: è come se con un regolamento di condominio si imponesse a tutti coloro che vi risiedono di assumere un certo farmaco: nessun condominio può legiferare in violazione di diritti costituzionali, così come nessuna regione può fare ordinanze che contraddicano leggi di valore nazionale. Siamo dunque riusciti, con la forza dei nostri 965 medici iscritti (e di altri che si sono via via aggiunti con le loro relazioni scientifiche), con l’appoggio di Comilva e grazie alla grande competenza del pool di avvocati degli studi Forasassi e Gaetani (che, come tutti noi, hanno lavorato giorno e notte) a contrastare l’arroganza di un potere politico sempre più protervo che, con l’appoggio di un “comitato tecnico scientifico” in cui alcuni membri hanno gravi conflitti di interesse con i maggiori produttori mondiali di vaccini, voleva farci credere che “se li vacciniamo tutti contro l’influenza ordinaria poi, se si ammalano, sappiamo con certezza che è Covid”. Una sciocchezza assoluta, indegna di un ragazzino delle medie inferiori, che tuttavia si voleva sostenesse le ordinanze di Lazio e Calabria e che è riportata anche nelle proposte vaccinali per i bambini della Regione Toscana. Abbiamo dovuto dare giustificazione scientifica di quanto fosse inconsistente e ingenua tale osservazione, richiedendo al CTS spiegazioni mai pervenute. L’arroganza del potere è stata talmente elevata che all’udienza calabrese di pochi giorni fa, gli avvocati della Regione e dello Stato neppure si sono presentati. Forse confidando in qualche giudizio “addomesticato” che invece non c’è stato. Sia dato merito dunque ai giudici del TAR calabrese di aver saputo leggere la grave illegittimità del provvedimento, rimandandolo al mittente, così come speriamo che presto facciano i giudici del TAR del Lazio, che stanno invece continuamente rimandando la sentenza su un’ordinanza “fotocopia” di quella calabrese, mentre la giunta regionale sta già provvedendo a versare a Sanofi i circa 130 milioni di euro previsti per l’acquisto degli inutili vaccini antinfluenzali richiesti dall’illegittima ordinanza.
Se la giustizia, per vie ordinarie, ci consente di restituire certezza di giustizia a noi cittadini, i cui diritti costituzionali (lavoro, istruzione, libera circolazione, privacy) sono stati umiliati e azzerati durante il lockdown da provvedimenti illegittimi, c’è ancora speranza. Una speranza tenue, contro l’arroganza di un potere politico asservito alle multinazionali del farmaco e della finanza mondiale, ma che ci fa capire che uniti per la difesa dei nostri diritti, possiamo ancora vincere.
Ora cercheranno sicuramente di fare una legge nazionale sull’obbligatorietà vaccinale, come hanno già fatto con la famigerata legge Lorenzin del 2017 sulla pelle dei nostri bambini. Sappiano che ci opporremo con tutte le nostre forze per difendere il diritto costituzionale alla scelta di cura che i nostri genitori hanno difeso con le loro vite. Uniti si può vincere, contro questi cialtroni, che ormai da tempo hanno smesso di rappresentare il popolo sovrano e che ormai rappresentano soltanto i loro interessi e quelli dei poteri forti che li muovono come burattini.
Grazie coraggioso TAR della Calabria: hai restituito fiducia a tanti cittadini che da oggi possono credere di più nella giustizia sapendo che i loro, i nostri, diritti sono qualche volta tutelati da persone per bene.
Speriamo che per qualcuno, nelle proprie auguste sedi romane, suoni presto la sveglia, per restituire dignità a noi cittadini.

Sentenza: testo integrale